
Oggi ho seguito su Rai New 24 (unica rete Rai quasi libera) in diretta l’intervento di Fini e la replica di Berlusconi alla riunione indetta dalla Direzione del PDL presso l'Auditorium della Conciliazione di Roma.
Fini, per oltre un’ora, ha parlato di Politica con la P maiuscola, ha lasciato intendere che mal digerisce lo “scambio di favori” tra le esigenze elettorali e propagandistiche della Lega e gli interessi personali del Premier, ha rivendicato il diritto di conoscere le posizioni del partito del quale è cofondatore riguardo le riforme, la giustizia, la legalità, l’unità nazionale, il welfare,
Ha detto chiaro e tondo che bisogna smetterla di raccontare frottole agli Italiani, sulla Giustizia, sull’Immigrazione sulla crisi che non c’è, LA CRISI C’È E CHE SARÀ DURA USCIRNE, e se in questi tre anni non si porranno in essere riforme condivise a larga maggioranza il PDL (NON HA CITATO IL PAESE) precipiterà nel baratro.
A NOI NON PIACCIONO LE “MEDICINE” CHE VORREBBE SOMMINISTRARCI IL PRESIDENTE DELLA CAMERA, TRA LE TANTE, QUELLA DI INTERVENIRE SULLO STATO SOCIALE, GIA' DISATRATO, PER RIDURRE L’IRAP SINCERAMENTE NON RIUSCIAMO A COMPRENDERLA, ma non possiamo esimerci dal constatare l’impegno di Gianfranco Fini a difesa del Parlamento e delle Istituzioni aggredite quotidianamente dalla Lega Nord, dal Presidente del Consiglio e dai suoi dipendenti inclusa la stampa di famiglia.
Fini conclude con queste parole: “Finisce la stagione dell’unanimismo e inizia quella del confronto. Questa è la democrazia”
Berlusconi, tra gli applausi dei suoi fedeli, dopo averlo più volte interrotto è passato al contrattacco sparando cazzate a vanvera come usa fare, sempre tra gli applausi dei suoi dipendenti.
Urlando, come se fosse al mercato del pesce, ha raccontato fatti che Fini gli avrebbe confidato in privato, ha accusato Bocchino e D’Urso di aver sabotato il partito con la loro presenza in alcuni programmi di approfondimento.
Al termine del suo intervento, Berlusconi ha affermato che se Fini vuole commentare e criticare l’attività del partito deve farlo da uomo politico e non da presidente della Camera, invitandolo di fatto alle dimissioni.
IL RE E’ NUDO, ma quale RE? Questo è un uomo che grazie all’imbecillità dilagante, della quale ormai è impregnato il nostro paese, sfugge alla giustizia facendo credere agli Italiani di essere perseguitato da una magistratura deviata e politicizzata.
Alla fine Berlusconi ha chiesto la "conta" riguardo un documento pro Berlusconi e contrario alla costituzione di correnti interne.
Il risultato è significativo, su 172 aventi diritto al voto la direzione approva il documento finale con solo 11 voti contrari e un astenuto, l’ex ministro dell’Interno Beppe Pisanu.
I contrari sono stati: Italo Bocchino, Carmelo Briguglio, Adolfo Urso, Flavia Perina, Fabio Granata, Silvano Moffa, Andrea Augello, Donato Lamorte, Pasquale Viespoli, Salvatore Tatarella, Cesare Cursi.
Conclusione il PDL è proprietà di Berlusconi, serve a tutelare gli interessi di Berlusconi non del Paese, si rassegnino i suoi elettori, chi non è d’accordo è fuori dal partito.
Per chi tifiamo noi? Certamente non per Berlusconi ma neppure per Fini, non ci lasciamo incantare dal fatto che si è “ravveduto”.Continuiamo ad essere preoccupati per l’arroganza di questo Premier, che non conosce il valore del pluralismo, che non risparmia accuse alla Magistratura, alla Corte Costituzionale , che considera inutili laccioli tutti gli organi preposti a tutela della democrazia, temiamo un finale tipo quello anticipato da Nanni Moretti nel film “Il Caimano” altro che RIFORME CONDIVISE.
write26