Campodimele (LT) il paese della longevità

Campodimele  (LT)  il paese della  longevità
Tra l'indifferenza dell' Amministrazione Comunale, in assenza di controlli, In località Sterza Piana Lenola (LT) ai confini del Parco Naturale dei Monti Aurunci , a meno di trecento metri dalle abitazioni private, i cittadini, tutti i giorni, assistono a questo scempio che rende l'aria irrespirabile con inevitabili conseguenze sulla salute pubblica grazie a questo impianto allocato nel confinante comune di Campodimele

martedì 4 maggio 2010

In arrivo altri soldi provenienti da querele per Antonio Di Pietro, BEATO LUI !!! A noi purtroppo non ci diffama nessuno




Mafia: Dell’Utri vede un complotto di IdV:
Gli avvocati della difesa nel processo d'appello al senatore del Pdl Marcello Dell'Utri, imputato a Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa, l'altro ieri hanno chiesto acquisizione delle dichiarazione di Antonio Cutolo, pentito di camorra, che avrebbe spiegato come la mafia intendesse agevolare esponenti del centrosinistra e non del centrodestra (in particolare si farebbe riferimento agli esponenti dell’Idv Antonio Di Pietro e Leoluca Orlando).

I difensori hanno spiegato che ciò sarebbe contenuto in un verbale frutto di indagini difensive e di un incontro avuto lo scorso 20 aprile con Cutolo. Quest’ultimo avrebbe riferito di avere saputo da Antonino Ganci e Nino Spadaro che c’era un accordo per accusare e colpire Berlusconi e Dell’Utri i cui referenti sarebbero stati proprio i due esponenti Idv. Il senatore Pdl abbozza: "Mi sembra possibile. Tutto è possibile. Spero che siano cose vere. Del resto il mio è un processo politico".

La risposta di Orlando e Di Pietro non si fa attendere. In una nota annunciano querela nei confronti di Dell’Utri e anche dei suoi legali palermitani.

Non è più tollerabile, ma quante altre case intende comprarsi Di Pietro, non gli basta la retta mensile che gli fornisce il giornale della famiglia Berlusconi perdendo cause per diffamazione a raffica?

Tonino dovrebbe smetterla di querelarli dovrebbe capire che poi alla fine siamo noi a pagare.


write26

sabato 1 maggio 2010

Primo Maggio Festa dei Lavoratori





La festa dei lavoratori è una commemorazione a ricordo del massacro Hayamarket di Cicago, esattamente il 1 Maggio 1886, le autorità fecero intervenire, per disperdere i manifestanti in sciopero per rivendicare la giornata delle 8 ore, spararono all’impazzata sulla folla, sette poliziotti rimasero uccisi dal fuoco amico insieme a quattro manifestanti, molti i feriti, sette persone legate ideologicamente agli anarchici vennero condannati a morte.

Questa triste vicenda è accaduta centoventiquattro anni fa, oggi i tempi non sono poi molto cambiati, in Italia si muore per gli incidenti sul lavoro per mancanza di controlli e per una legge criminale promulgata dal governo Berlusconi che permette ai datori di lavoro di registrare il dipendente il giorno successivo alla data di assunzione, sembrerà strano ma molti muoiono proprio il primo giorno di lavoro, in particolar modo nel mondo dell’edilizia.

Nel nostro paese abbiamo raggiunto numeri da capogiro basta cliccare sul titolo di questo post per far in modo che ci passi la voglia di festeggiare e per scoprire un mondo di dolore, sottratto volutamente ai nostri occhi, dove l'angoscia regna.

(solo dall’inizio dell’anno: 24 nel mese di aprile, 25 nel mese di marzo, 25 a febbraio, 22 a gennaio) muoiono schiacciati da una pressa, tra le fiamme, asfissiati, precipitando da impalcature fatiscenti sotto gli occhi di tutti, senza nessun commento.

Io credo che oltre a ricordare le vittime americane di 124 anni fa sarebbe il caso di cominciare a commemorare le nostre, meglio sarebbe impegnarsi per prevenirle, prendendo coraggio e denunciando, agli organi competenti tutti quegli abusi ai quali quotidianamente ci è dato assistere.

Sono portato a pensare che il primo maggio dovremmo festeggiarlo assumendo questo impegno senza bandiere e con il lutto al braccio. write 26

venerdì 30 aprile 2010

Niky Vendola intervistato da Corradino Mineo questa mattina su Rai New 24: “ c'è vecchiezza nella politica del centrosinistra”



"Siamo di fronte all'esplosione di una crisi sociale che non è stata raccontata, non è diventata oggetto della contesa pubblica. I mass media si sono distratti. Non c'è stata la messa a punto della fotografia dell'insieme. Abbiamo visto qualche tassello, ma non il mosaico E' un paese che rischia di precipitare insieme ad altri territori dell'Europa."

La crecita di questi ultimi anni è stata una crescita drogata che pensava di mettere in un angolo il lavoro. Era una crescita che non riguardava l'economia reale ma nell'economia finanziaria che ha prodotto una gigantesca bolla speculativa che è esplosa in faccia al mondo.

Lei è un paradosso, è un esponente della sinistra che ha vinto la sua battaglia in Puglia, eppure è quello che più parla di sconfitta delle sinistre, perchè?

"Trovo incredibile che il Pd non si accorga di quello che è accaduto. Nelle ultime elezioni regionali si è verificata una delle più cocenti sconfitte della sinistra che perfeziona una serie di sconfitte elettorali che a loro volta ci mandano a dire di una sconfitta culturale, sociale, epocale. I leader del PD si comportano come degli esorcisti. Non c'è prospettiva di rivincita, di ricostruzione se non si guarda in faccia la realtà.Il centrosinistra non ha il vocabolario giusto per essere credibile, per costruire un'alternativa di governo e quindi deve ricominciare. Bisogna andare fuori dai partiti a cercare materiali culturali, bisogna avere il coraggio di un'innovazione radicale. Il centrosinistra è un repertorio di cose vecchie."

Parlando di sconfitta epocale non si condanna il centrosinistra che lo relega nell'irrilevanza?

"La sconfitta epocale è nelle dichiarazioni di queste ore, nell'enfasi con cui si parla di Fini che viene percepito come un ingrediente salvifico del centrosinistra. La sconfitta epocale è dire che il Pd deve diventare più sexy (Enrico Letta ndr).Parlare di sconfitta epocale significa guardare il volto dell'Italia di oggi, scoprire che c'è un Paese smarrito, è accorgersi che in Europa crescono formazioni neonaziste e che esiste un clima di intolleranza che ha cambiato il sentimento di un territorio da sempre considerato il fortino della civiltà e che oggi sembra un fortino assediato".

"Il centrosinistra ha reso offuscata la prospettiva del lavoro come immagine del guadagno del futuro. Se il lavoro è un destino di precarietà diventa una condizione di subalternità culturale. Su questo dobbiamo fare il salto. Sull'idea di produzione di ricchezza non dobbiamo essere simmetrici alla destra. La sinistra deve mettere in campo un'idea dello sviluppo fondata sulla valorizzazione dell'ambiente, delle risorse umane, su un patto con le nuove generazioni".

"La sinistra è in uno stato confusionale, non ne capisco il profilo"

"Le primarie sono uno strumento fondamentale evocano una speranza che mette anima nel centrosinistra. Non potremo tornare a vincere se non abbatteremo il muro della passività. Ritorneremo a vincere restituendo al popolo la passione per la politica".



Guarda il Video: http://www.rainews24.it/it/video.php?id=19148






SAF-IMPIANTO RADIOATTIVO





24 Aprile 2010 Fonte: http://mauroferr.blogspot.com/2010/04/saf-impianto-radioattivo-e-allarme.html

già da ieri è in funzione il R.P.M – Radiation Portal Monitor

Dopo la contestazione da parte dell’ARPA sulla presenza di rifiuti radioattivi dentro l'impianto di smaltimento di Colfelice, prima negato e poi ammesso, alla dirigenza SAF non è rimasto altro che attivarsi per l' installazione del "portale radiometrico".

Ne ha dato comunicazione la SAF stessa con una nota inviata ai 91 comuni della Provincia, all’Amministrazione Provinciale, alla Regione Lazio, al Prefetto, alle Procure di Cassino e Frosinone, alla USL e all’ARPA.

Nella comunicazione stessa, inoltre, la SAF dice chiaramente che: “respingerà i carichi di rifiuti conferiti per i quali fosse rilevato un qualche livello di radioattività che, evidentemente, finirebbe col determinare il mutamento della natura giuridica del rifiuto in pericoloso, per il cui trattamento la SAF non è autorizzata”.

Che sia un primo importante passo verso la legalità del traffico dei compattatori è fuor di dubbio ma non credo che sia sufficiente per salvaguardare la salute ambientale e soprattutto la vita delle persone che abitano il comprensorio di Roccasecca- Colfelice-San Giovanni Incarico perchè è notorio che piccole dosi di radiazioni su un lungo periodo possono causare vari tipi di cancro (alla tiroide, ai polmoni, al seno e al sistema emo-linfopoietico) e modificare il DNA.

Ben altri interventi occorrono, ben più importanti e proficui per il nostro territorio martoriato!!!!!

http://mauroferr.blogspot.com/2010/04/saf-impianto-radioattivo-e-allarme.html

mercoledì 28 aprile 2010

Eutelia: Un 'mistero' ancora da decifrare di Sonia Alfano






Nonostante la Commissione di cui sono membro si occupi di libertà pubbliche, giustizia, sicurezza, affari interni e immigrazione, c'è un tema che mi sta a cuore: il lavoro.

Per questo ho seguito fin dai primi momenti la vicenda dei lavoratori 'Eutelia-Agile', vittime di spregiudicate operazioni finanziarie fuorilegge. La Agile, con una disinvolta operazione finanziaria voluta dalla banca Monte Paschi (che controlla Eutelia), è stata ceduta dalla Eutelia Spa. Questa cessione ha interessato più di 1.000 persone: sia giovani ventenni che persone di altissima professionalità e competenza che lavorano nel settore da più di 40 anni. Gran parte di questi lavoratori adesso viene definita 'sacca di personale improduttivo'. Non dimenticherò mai la telefonata, ricevuta verso metà novembre, che mi avvertiva di un'incursione 'squadrista', come una sorta di 'spedizione punitiva' al presidio Eutelia di Via Bona, a Roma. Sono stati momenti concitati, avevo preso a cuore la vicenda di questi lavoratori e mi ha molto angosciata l'idea che l'ex amministratore dell'azienda, Samuele Landi, potesse commettere atti di questa gravità.

Proprio a Novembre sono intervenuta al Parlamento europeo su questa vicenda, durante una plenaria, spiegando che l'azienda non aveva rispettato le norme comunitarie sui trasferimenti aziendali. Queste norme, contenute nella direttiva 2001/23/CE, che è stata recepita in Italia con decreto legislativo 18/2001, richiedono specifici requisiti di imprenditorialità da chi acquisisce un ramo d'azienda, in termini di organizzazione dei mezzi di gestione del rischio, proprio per tutelare i lavoratori da cessioni illegittime e strumentali. Il licenziamento dei lavoratori in esubero subito dopo l'acquisizione è la prova che la Agile non avesse questi requisiti e che l'operazione era stata creata ad hoc per dichiarare fallimento e liberarsi dei 1.192 esuberi. Eutelia ha cosi potuto licenziare i lavoratori senza dover pagare loro il TFR, che secondo i calcoli corrisponde a 54 milioni di euro, rimasti così a disposizione dell'azienda.

Ho presentato anche un'interrogazione scritta alla Commissione per chiedere come intendesse garantire il rispetto della normativa citata, al fine di rendere effettiva la tutela dei lavoratori vittime di grandi operazioni speculative del mercato, e se intendesse provvedere all'adozione di norme per prevenire violazioni di legge che, come nel caso di specie, possono configurarsi come dei reati di truffe economiche a danno dei lavoratori.

Ho ricevuto risposta soltanto il 21 aprile.
La Commissione sostiene che nella situazione da me descritta si potrebbe applicare la direttiva 98/59/CE del Consiglio, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di licenziamenti collettivi: la direttiva stabilisce che un datore di lavoro che prevede di effettuare licenziamenti collettivi, deve procedere in tempo utile a consultazioni con i rappresentanti dei lavoratori al fine di giungere ad un accordo.
Nelle consultazioni devono essere esaminate le possibilità di evitare o di ridurre i licenziamenti nonché di attenuarne le conseguenze ricorrendo a misure sociali di accompagnamento.

La direttiva 2008/94/CE stabilisce l'obbligo degli Stati membri di assicurare che un organismo di garanzia assicuri, entro certi limiti, il pagamento dei diritti non pagati dei lavoratori subordinati che risultano da contratti di lavoro o da rapporti di lavoro in caso di insolvenza del datore di lavoro. Purtroppo, però, a norma dell'articolo 3 paragrafo 1 della direttiva, spetta al diritto nazionale determinare se le indennità dovute a seguito dello scioglimento del rapporto di lavoro sono coperte dalla garanzia di pagamento da parte dell'organismo di garanzia. La Commissione mi ha inoltre avvertita che non è autorizzata ad interferire con decisioni prese da imprese private e poiché le direttive sono state recepite in Italia, spetta alle autorità nazionali competenti (in particolare ai tribunali) garantire l'applicazione corretta ed efficace delle disposizioni nazionali di recepimento, alla luce delle circostanze specifiche ad ogni caso, allo scopo dell'adempimento di eventuali obblighi del datore di lavoro.

In questi mesi mi sono resa conto di quanto ci sia bisogno di lavorare anche sul Parlamento europeo. Non basta il Trattato di Lisbona ad accorciare le distanze tra l'Europa e gli Stati membri, è evidente. Contrariamente a quanti pensavano che il Trattato di Lisbona avrebbe limitato le competenze degli Stati membri, infatti, spesso la Commissione europea volutamente restringe il proprio campo d'azione per non interferire sulle decisioni degli Stati membri, atteggiamento apprezzabile qualora ci trovassimo di fronte a governi responsabili e corretti. In questo caso, come in tanti altri, forse sarebbe opportuno agire solo ed esclusivamente nell'interesse e a tutela dei lavoratori, e non di uno Stato membro che pecca in buon senso e viola la dignità dei propri cittadini solo ed esclusivamente per fare arricchire i soliti furbetti del quartierino, gli amici degli amici e i parenti.

SONIA ALFANO

martedì 27 aprile 2010

L’ACQUA E’ UN BENE IRRUNUNCIABILE FIRMATE PER NON REGALARLA AI PRIVATI





Tra sabato e domenica sono state raccolte, tra l’entusiasmo dei Comitati Promotori oltre 100.000 firme, “Siamo di fronte ad un vero e proprio risveglio civile, hanno dichiarato i comitati, un risveglio che parte da associazioni e da cittadini liberi, un risveglio che parte dall’acqua”.

I quesiti sono tre:

PRIMO QUESITO: fermare la privatizzazione dell’acqua
Abrogazione dell’articolo 23 bis della legge 133/2008 approvata dal Governo Berlusconi che prevede l’affidamento della gestione del servizio idrico a soggetti privati. Abrogare questa norma significherebbe contrastare l’accelerazione sulle privatizzazioni imposta dal Governo e la definitiva consegna al mercato dei servizi idrici in questo Paese.

SECONDO QUESITO : aprire la strada per far tornare l’acqua un bene solo pubblico
Abrogazione l’art. 150 del D. Lgs. n. 152/2006 L’articolo definisce come uniche modalità di affidamento del servizio idrico la gara o la gestione attraverso Società per Azioni a capitale misto pubblico privato o a capitale interamente pubblico. L’abrogazione di questo articolo non consentirebbe più il ricorso né alla gara, né all’affidamento della gestione a società di capitali, favorendo la possibilità di rendere di nuovo pubblico il servizio idrico, cioè la sua gestione attraverso enti di diritto pubblico con la partecipazione dei cittadini e delle comunità locali.

TERZO QUESITO : eliminare i profitti dal bene comune acqua
Abrogazione l’art. 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 verrebbe eliminata quella parte di normativa che consente al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7%.
Abrogare questa norma significherebbe non rendere conveniente ai privati gestire l’acqua.

L’acqua è di tutti, non possiamo permettere a soggetti privati la gestione di un bene essenziale per la vita. Consegnarlo nelle mani delle aziende rappresenterebbe la conferma dell’incapacità di questo Governo di gestire ciò che è pubblico. Incapacità che ha già ha avuto i suoi effetti nell’Istruzione e nella Sanità.

Se qualcosa non funziona nei servizi essenziali vanno posti i correttivi per fare in modo che funzionino, basterebbe, come avviene negli altri paesi europei, collocare al posto giusto uomini competenti e non i soliti raccomandati da tizio, da caio da Fazzone e dopo aver visto il filmato di Striscia la Notizia forse anche da Renata Polverini.

E’ giusto privatizzare la Cirio non l’acqua, gli ospedali o la scuola.


SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTÀ (LENOLA) INSIEME A ITALIA DEI VALORI (LENOLA) PARTITO DEMOCRATICO (LENOLA) E AI COMITATI PROMOTORI:

IL GIORNO 1 MAGGIO SARANNO SUL COLLE PER RACCOGLIERE LE FIRME CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA DALLE ORE 10.00 ALLE ORE 13.00 DALLE ORE 17.00 ALLE ORE 20.00

IL GIORNO 2 MAGGIO SAREMO A PIAZZA PANDOZY DALLE ORE 10.00 ALLE ORE 13.00 E POI DI NUOVO SUL COLLE DALLE ORE 17.00 ALLE ORE 20.00

INVITIAMO TUTTA LA CITTADINANZA A FIRMARE: L’ACQUA E’ INSAPORE, INODORE E “INCOLORE” E A MAGGIOR RAGIONE NON LE FACCIAMO ASSUMERE NESSUN COLORE POLITICO.

domenica 25 aprile 2010

Il 25 Aprile................






Sebbene ai giorni nostri sia considerata da molti come una semplice giornata di festa , come da calendario…in realtà tale data ha un significato storico importante in quanto rappresenta un giorno importante per la nostra giovane repubblica italiana. E’ l’anniversario della rivolta armata partigiana e popolare contro le truppe di occupazione naziste tedesche e contro i fiancheggiatori fascisti della Repubblica Sociale Italiana.

Il 25 aprile segna il culmine del risveglio della coscienza nazionale e civile italiana impegnata nella riscossa contro gli invasori e come momento di riscatto morale di una importante parte della popolazione italiana dopo il ventennio fascista.

Alla liberazione dell’Italia si potè arrivare grazie al sacrificio di tanti giovani ragazzi e ragazze…i partigiani, che combatterono al fianco di molti soldati provenienti da paesi lontani e diversi (dagli Stati Uniti all’Australia, senza dimenticare Inglesi e Francesi) ma tutti accolti come alleati.

Una delle piu’ belle canzoni che celebrano questi momenti di risveglio nazionale è rappresentata da “Bella ciao”, canzone popolare cantata dai partigiani durante la resistenza quando si combatteva contro le truppe fasciste e naziste.


NON A CASO PROPRIO OGGI E’ STATA RIAPERTA RADIO 100 PASSI.
L'iniziativa era già partita nel mese di gennaio, in occasione della nascita di Peppino Impastato, l'ascolto avveniva solo via streaming , da oggi, chi vuole ascoltarla può farlo in FM per intervenire nelle prossime trasmissioni
091 8887103

sabato 24 aprile 2010

Pd, no al referendum sull'acqua. di Roberto Rossi




Contro il disegno di privatizzazione forzata dell’acqua pubblica, definita dalla recente legge Ronchi, il Partito democratico non sosterrà la campagna referendaria. «Pur guardando con simpatia a tutti quei movimenti che si battono contro il rischio di monopoli privati» ha detto il segretario Pierluigi Bersani «riteniamo che il referendum non sia la strada giusta». Il Pd, quindi, seguirà un’altra via. E cioè formulerà, nel più breve tempo possibile, una proposta di legge coinvolgendo gli amministratori locali e i cittadini. Si parte subito. Il primo appuntamento è per oggi a Torino. L’obiettivo complessivo è quello di raccogliere, sulla petizione, un milione di firme.

Referendum
Con la decisione del Pd, dunque, il fronte che si batte contro la privatizzazione dell’acqua presenta tre diversi schieramenti. Oltre al Partito democratico, in campo ci sono il Forum di movimenti per l’acqua pubblica e l’Italia dei Valori. Entrambi hanno scelto la strada del referendum per modificare la legge Ronchi. Il Forum, che raccoglie una sterminata serie di sigle della società civile, ha già depositato in Cassazione tre quesiti e si appresta a partire con la raccolta delle firme il 24-25 aprile. Così come l’Italia dei Valori. Il partito di Di Pietro si è spinto, però, oltre. Presentando delle proposte anche per il legittimo impedimento e per la legge che reintroduce il nucleare per uso civile in Italia. «Il referendum – ha spiegato Bersani – è una battaglia fondata ma lo strumento referendario da solo non basta». Perché, sempre secondo il leader del Pd, è inadeguato «sia per la scarsa efficacia dimostrata negli ultimi anni (24 referendum persi su 24 dal 1995 in poi), sia perché abroga leggi senza definirne di nuove e di più efficaci».

Proposta
Da qui la proposta di una nuova norma. Che è anche il frutto di un compromesso tra le tante anime locali del partito. Da nord a sud le differenze in materia di gestione dei servizi idrici sono notevoli. La scelta di Bersani, dunque, è anche il frutto di una sintesi non facile. Per ora, comunque, la cornice del progetto è costituita da sei linee guida.

La prima riguarda la costituzione di una forte Autorità indipendente, compartecipata da Stato e regioni, in grado di regolare la gestione. Questa Authority, pensata sul modello dell’Aifa (farmaci), dovrebbe definire gli standard di servizio, monitorare i risultati, applicare sanzioni in caso di mancato investimento, incentivare qualità, efficienza e risparmio. La seconda, invece, prevede un forte ruolo delle regioni e degli enti locali nelle scelte di affidamento del servizio idrico. Da realizzare, e siamo al terzo paletto, con una gestione industriale del servizio «che consenta economie di scala, assicuri qualità omogenea e garantisca sicurezza degli approvvigionamenti».

Per fare questo, quarta linea guida, bisogna dare un quadro normativo chiaro «affidando alle regioni il compito di organizzare il servizio idrico integrato» sulla base di ambiti territoriali ottimali, definiti secondo diversi parametri. Le tariffe poi, quinto obiettivo, modulate come corrispettivo del servizio, «devono prevedere una tariffa sociale per dare agevolazioni a determinate fasce di reddito e a nuclei familiari numerosi, e una tariffa che incentivi il risparmio idrico».

Vincoli
Infine, ultima linea guida, devono essere presenti dei «meccanismi che vincolino alla realizzazione degli investimenti necessari per migliorare il servizio, stimati in almeno 60 miliardi di euro, con l’impegno aggiuntivo per garantire lo stesso livello di servizio idrico in ogni area del paese». Un punto fondamentale, quest’ultimo. Oggi la tariffa è commisurata al livello degli investimenti. Soldi che spesso, però, rimangono sulla carta (circa la metà). Con il risultato che in molte zone del Paese si paga una tariffa elevata a fronte di pochi interventi sulla rete.

23 aprile 2010

Non ho saputo resistere alla tentazione di farne un post



Berlusconi a Fini:

"SE VUOI FARE POLITICA LASCIA LA CAMERA."

"E' L'OPPOSTO DI QUELLO CHE HA DETTO ALLA D'ADDARIO!"

Daniele Luttazzi

venerdì 23 aprile 2010

Il Caimano





Oggi ho seguito su Rai New 24 (unica rete Rai quasi libera) in diretta l’intervento di Fini e la replica di Berlusconi alla riunione indetta dalla Direzione del PDL presso l'Auditorium della Conciliazione di Roma.

Fini, per oltre un’ora, ha parlato di Politica con la P maiuscola, ha lasciato intendere che mal digerisce lo “scambio di favori” tra le esigenze elettorali e propagandistiche della Lega e gli interessi personali del Premier, ha rivendicato il diritto di conoscere le posizioni del partito del quale è cofondatore riguardo le riforme, la giustizia, la legalità, l’unità nazionale, il welfare,


Ha detto chiaro e tondo che bisogna smetterla di raccontare frottole agli Italiani, sulla Giustizia, sull’Immigrazione sulla crisi che non c’è, LA CRISI C’È E CHE SARÀ DURA USCIRNE, e se in questi tre anni non si porranno in essere riforme condivise a larga maggioranza il PDL (NON HA CITATO IL PAESE) precipiterà nel baratro.

A NOI NON PIACCIONO LE “MEDICINE” CHE VORREBBE SOMMINISTRARCI IL PRESIDENTE DELLA CAMERA, TRA LE TANTE, QUELLA DI INTERVENIRE SULLO STATO SOCIALE, GIA' DISATRATO, PER RIDURRE L’IRAP SINCERAMENTE NON RIUSCIAMO A COMPRENDERLA, ma non possiamo esimerci dal constatare l’impegno di Gianfranco Fini a difesa del Parlamento e delle Istituzioni aggredite quotidianamente dalla Lega Nord, dal Presidente del Consiglio e dai suoi dipendenti inclusa la stampa di famiglia.

Fini conclude con queste parole: “Finisce la stagione dell’unanimismo e inizia quella del confronto. Questa è la democrazia”

Berlusconi, tra gli applausi dei suoi fedeli, dopo averlo più volte interrotto è passato al contrattacco sparando cazzate a vanvera come usa fare, sempre tra gli applausi dei suoi dipendenti.

Urlando, come se fosse al mercato del pesce, ha raccontato fatti che Fini gli avrebbe confidato in privato, ha accusato Bocchino e D’Urso di aver sabotato il partito con la loro presenza in alcuni programmi di approfondimento.

Al termine del suo intervento, Berlusconi ha affermato che se Fini vuole commentare e criticare l’attività del partito deve farlo da uomo politico e non da presidente della Camera, invitandolo di fatto alle dimissioni.

IL RE E’ NUDO, ma quale RE? Questo è un uomo che grazie all’imbecillità dilagante, della quale ormai è impregnato il nostro paese, sfugge alla giustizia facendo credere agli Italiani di essere perseguitato da una magistratura deviata e politicizzata.

Alla fine Berlusconi ha chiesto la "conta" riguardo un documento pro Berlusconi e contrario alla costituzione di correnti interne.
Il risultato è significativo, su 172 aventi diritto al voto la direzione approva il documento finale con solo 11 voti contrari e un astenuto, l’ex ministro dell’Interno Beppe Pisanu.

I contrari sono stati: Italo Bocchino, Carmelo Briguglio, Adolfo Urso, Flavia Perina, Fabio Granata, Silvano Moffa, Andrea Augello, Donato Lamorte, Pasquale Viespoli, Salvatore Tatarella, Cesare Cursi.
Conclusione il PDL è proprietà di Berlusconi, serve a tutelare gli interessi di Berlusconi non del Paese, si rassegnino i suoi elettori, chi non è d’accordo è fuori dal partito.

Per chi tifiamo noi? Certamente non per Berlusconi ma neppure per Fini, non ci lasciamo incantare dal fatto che si è “ravveduto”.

Continuiamo ad essere preoccupati per l’arroganza di questo Premier, che non conosce il valore del pluralismo, che non risparmia accuse alla Magistratura, alla Corte Costituzionale , che considera inutili laccioli tutti gli organi preposti a tutela della democrazia, temiamo un finale tipo quello anticipato da Nanni Moretti nel film “Il Caimano” altro che RIFORME CONDIVISE.

write26